Giornata internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili: Zero Tolleranza per le FGM

Si celebra il 6 febbraio, la Giornata Internazionale Contro le Mutilazioni Genitali Femminili. Una pratica che conta ancora 200 milioni di bambine e ragazze vittime in tutto il mondo.

  • Categoria: Tutte le notizie
  • Data: 06.02.20
  • Autore: Ufficio Stampa - Comunicazione Istituzionale
Giornata internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili: Zero Tolleranza per le FGM

Dettagli della notizia

L’ Amministrazione Comunale , l’ Assessorato alle Pari Opportunità, la Commissione Cittadina per le Pari Opportunità , in collaborazione con l’ Ass.  Donne IDeA aderiscono all’ iniziativa Mondiale di sensibilizzazione  denominata “Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali femminili”. Tolleranza zero verso le mutilazioni genitali femminili (Fgm). È l’imperativo rivolto dalle Nazioni Unite alla comunità internazionale in questa Giornata istituita nel 2012 per porre fine a questa pratica aberrante, gravemente lesiva dei diritti umani delle donne. Quello della Mutilazione Genitale Femminile è un fenomeno vasto, una barbarie inflitta ai corpi delle donne. Una vera e propria violenza di genere, che comprende tutte le procedure che comportano la rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni o altre lesioni agli organi genitali femminili per ragioni non mediche. Una violazione del corpo e dei diritti dell’infanzia, che vede come vittime di questa pratica bambine e ragazze di età inferiore a 15 anni e sempre più piccole in modo che non ricordino abbastanza da poter raccontare quanto hanno vissuto. Bambine, ragazze e donne che le subiscono devono fare i conti con rischi gravi e irreversibili per la loro salute, oltre a pesanti conseguenze psicologiche. Le donne presenti in Italia che sono state sottoposte durante l’infanzia a mutilazioni genitali sono tra le 61mila e le 80mila. Se la tendenza attuale dovesse continuare, 15 milioni di ragazze tra i 15 ed i 19 anni verranno sottoposte alle FGM entro il 2030. “Le mutilazioni riflettono una radicata disuguaglianza tra i sessi e rappresentano una forma estrema di discriminazione contro le donne e le ragazze - afferma l’assessora alle P.O. Annamaria Capodieci - la pratica costituisce inoltre una violazione del loro diritto alla salute, alla sicurezza ed all’integrità fisica, del diritto a non subire tortura e trattamenti inumani, crudeli e degradanti e del diritto alla vita, a dispetto di una procedura che può causarne la morte. La promozione dell’abolizione delle FGM deve passare attraverso azioni coordinate e sistematiche, capaci di coinvolgere le intere comunità e concentrarsi sui diritti umani e sull’uguaglianza di genere. Tali azioni devono enfatizzare il dialogo sociale e l’emancipazione delle comunità, affinché queste agiscano collettivamente per porre fine a questa pratica".

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